La cura delle gemme

L'uomo fin dall'antichità si è adornato di elementi rari in grado di trasmettere i propri valori e suscitare emozioni.

In particolare, ha sempre ammirato nelle gemme la bellezza, la rarità e l'inalterabilità.

Diamante, zaffiro, rubino, smeraldo, acquamarina e perla sono sicuramente le gemme di maggior pregio; oltre a queste esistono altre gemme cariche di fascino dagli splendidi colori.

L'intento delle brevi note che seguono è quello di introdurre alle peculiarità di ognuna di queste gemme, in modo da poter cogliere appieno il fascino e le sensazioni che l'indosso di un gioiello con esse realizzato trasmette, oltre che fornire qualche breve consiglio sulla corretta cura al fine di preservarne inalterate le caratteristiche nel tempo.


Diamante

La parola diamante ha origine da due termini greci: "adamas" (indomabile) e "diaphanes" (trasparente).

Il suo uso risale al 1000 D.C. in India, quando la pietra cominciò ad essere tagliata e se ne poté apprezzare la bellezza grazie alla luce riflessa dalle sfaccettature.

Nel tempo il diamante montato su anello, grazie all'inalterabilità della pietra, assunse un significato di fedeltà matrimoniale e di eternità del legame amoroso.

Un diamante si giudica attraverso quattro diverse caratteristiche che si combinano in molti modi determinando il valore della gemma.

Sono dette le 4C:

  1. Carat (peso)
  2. Clarity (purezza)
  3. Cut (taglio)
  4. Colour (colore)

Peso in carati (Carat weight)

Il peso dei diamanti, come quello di altre gemme, si esprime in carati.

La parola ha origine dall'antichità quando si usavano i semi del carrubo, dal peso sorprendentemente regolare, per pesare le gemme.

Nel 1914 venne unificato il sistema e il carato fu standardizzato come unità di peso corrispondente a 0,20 grammi ovvero un quinto di grammo. Un carato è diviso in cento punti.


carati 0,05
ø2,5 mm

carati 0,10
ø3,0 mm

carati 0,20
ø3,8 mm

carati 0,25
ø4,1 mm

carati 0,35
ø4,5 mm

carati 0,40
ø4,8 mm

carati 0,50
ø5,2 mm

carati 0,90
ø6,3 mm

carati 1,00
ø6,5 mm

carati 1,25
ø6,9 mm

carati 1,50
ø7,4 mm

carati 1,75
ø7,8 mm

carati 2,00
ø8,2 mm

carati 2,50
ø8,8 mm

carati 3,00
ø9,4 mm

Purezza (Clarity)

Quasi tutti i diamanti contengono minute tracce di carbonio non cristallizzato, l'elemento dal quale sono stati originati.

Molte non sono discernibili ad occhio nudo e hanno bisogno di essere ingrandite per diventare visibili. Sono chiamate inclusioni e sono le impronte digitali naturali che fanno di ogni diamante un pezzo unico.

Le pietre di purezza superiore al VS1 sono molto rare e di grandissimo valore.


F - IF

VS1 - VS2

I1 - I2 - I3

VS1V - VVS2

VS1 - VS2

Taglio (Cut)

Il taglio del diamante influenza profondamente lo scintillio ed il fuoco, perciò è l'abilità del tagliatore che rivela la bellezza della gemma. Il taglio è ciò che permette al diamante di sprigionare la massima quantità di luce.

Nonostante ne esistano svariate tipologie, quello Brillante con 57 faccette ideato da Marcel Tolkovsky nel 1919 viene considerato ancora come il migliore per ottenere il fenomeno della riflessione totale della luce.


Colore (Colour)

Il colore di un diamante è forse la sua caratteristica più apprezzabile anche ad occhio nudo. In linea generale più il diamante è bianco e più la luce riesce ad attraversare la pietra con facilità riflettendosi verso l'osservatore.

Il colore di un diamante incide notevolmente sul valore di ogni singola pietra concorrendo in modo significativo alla formazione del prezzo.

I diamanti classificati secondo la scala GIA come "Incolore" (D-E-F) sono eccezionalmente rari e difficilmente distinguibili senza un paragone diretto con quelli delle fasce successive (G-H).


Rubino

Da migliaia di anni il rubino, simbolo di passione, è considerato una delle gemme più preziose, grazie allo splendido colore ed all'eccellente durezza.

Varietà del corindone, possiede tonalità di colore rosso, da molto intense a sbiadite dovute alla presenza di ossido di cromo. Il nome deriva dal latino "rubeus", ma la definizione più comune è "sangue di piccione", originata pare dall'usanza di un marajà che soleva chiedere ai mercanti di esporre le loro pietre su una tovaglia bianca sulla quale faceva cadere alcune gocce di sangue di piccione: in questo modo poteva scegliere il colore più simile.

Dopo il diamante il rubino, al pari dello zaffiro, è la pietra più dura e le frequenti inclusioni non ne diminuiscono il valore, ma anzi gli conferiscono una paternità naturale.


Smeraldo

Lo smeraldo è la varietà più pregiata della famiglia dei berilli, alla quale appartiene anche l'acqua marina. Il suo nome deriva dal greco "smaragdos" e significa pietra verde.

L'uso degli smeraldi fu molto frequente, soprattutto da parte di regnanti e autorità religiose che vedevano in questa pietra il simbolo dell'eternità.

Lo smeraldo presenta spesso delle inclusioni che, se non troppo grandi, non diminuiscono il valore della pietra, ma anzi la caratterizzano in maniera unica a garanzia dell'origine naturale.

Il taglio di queste gemme rappresenta sempre una nuova sfida anche per i tagliatori più esperti: l'alto valore del cristallo grezzo e, soprattutto, le frequenti inclusioni ne rendono difficoltoso il taglio e l'incastonatura.


Zaffiro

Lo zaffiro, come il rubino, appartiene alla varietà del corindone e il suo nome deriva dal greco "sappheiros". Pur mantenendo lo stesso valore, oltre al classico tono dall'azzurro al blu esistono zaffiri di vari colori (arancio, giallo, verde, violetto, definiti di colore "Fancy").

Per i caratteri di eccezionale durezza e stabilità, lo zaffiro simboleggia la lealtà e la fiducia, mentre allo stesso tempo esprime amore e desiderio.

Anche per lo zaffiro il taglio rappresenta una fase di fondamentale importanza, poiché presenta diverse colorazioni a seconda della prospettiva. Per questa ragione, dunque, il tagliatore deve allineare l'orientamento della pietra in modo tale da poter ottenere il miglior colore possibile.

Come per altre gemme il valore dipende da dimensione, colore e trasparenza.


Acquamarina

Questa splendida gemma appartiene alla famiglia dei berilli come lo smeraldo, ma rispetto a questo presenta una maggiore uniformità di colore.

L'Acquamarina è solitamente quasi priva di inclusioni e possiede una buona durezza ed una brillantezza mozzafiato.

Può assumere molti colori, spaziando dal celeste chiaro al blu intenso del mare: il suo azzurro suscita sentimenti di simpatia, fiducia, armonia ed amicizia.

Il suo nome deriva dal termine latino "aqua" che significa acqua e mare: secondo la leggenda essa trae la sua origine dal tesoro delle leggendarie sirene; per anni è stata considerata la pietra portafortuna dei marinai.


Perle

Nel passato le perle erano considerate importanti strumenti finanziari, vista l'estrema rarità in natura della formazione sferica e dell'uniformità delle dimensioni: queste caratteristiche attribuivano agli esemplari più rari un elevatissimo valore.

La tecnica di coltivazione sviluppata ad inizio secolo ha permesso di ottenere perle identiche a quelle di formazione spontanea: con l'ausilio dell'intervento umano viene inserita una piccola sfera di madreperla all'interno delle valve, dando così il via alla nascita di una nuova perla.

Sono valutate in base alle caratteristiche riassumibili nelle 4 S:

  1. Size (dimensione)
  2. Shape (forma regolare)
  3. Shade (colore)
  4. Skin (superficie)

Tsavorite

La Tsavorite è una pietra di colore verde molto intenso, assai brillante in tutte le tonalità.

La sua durezza è paragonabile a quella dello smeraldo.

Deve il suo nome al parco naturale Tsavo situato tra Kenia e Tanzania, dove nel 1967 sono stati scoperti i primi giacimenti.

Da allora è stata utilizzata dai maggiori gioiellieri per le sue caratteristiche tecniche ed estetiche.

È la pietra prescelta dagli amanti della natura.


Altre gemme

Ametista

Con colorazione che va dal lilla pallido al viola intenso, questa gemma ha sempre affascinato i popoli fino da tempi antichissimi che gli hanno attribuito svariate virtù. Ne esiste anche una varietà di colore verde chiamata Prasiolite.

Citrino

Il nome deriva dal termine francese "citrin" che significa giallo. È usato come gemma e pietra ornamentale da oltre tremila anni.

Quarzo Fumè

Di colore marrone trasparente, a volte utilizzato per sfaccettature inusuali.

Onice

L'onice è una varietà di quarzo in masse compatte microcristalline, di colore opaco, che copre le tonalità rosso-bruno e l'intera gamma di grigi fino al nero.

Topazio

Il topazio è un minerale incolore se chimicamente puro; elementi in traccia nella struttura reticolare gli conferiscono le molteplici colorazioni con cui è conosciuto: rosso, rosa, blu-verde, azzurro, rosa-arancio, giallo-bruno, giallo-arancio e giallo.

Granato

Il nome "granato" deriva dal latino granatus (grano), con un probabile riferimento al malum granatum (melograno). Si presenta in una serie di colori che va dal viola, arancione, rosa, giallo, verde, marrone e nero all'incolore.


Cura e manutenzione

Al fine di mantenere inalterate nel tempo caratteristiche e colore dei gioielli, è necessario seguire alcune semplici indicazioni.

In generale si sconsiglia vivamente di indossare gioielli durante attività che possano comportare urti o contatti con sostanze chimiche aggressive (es. durante le normali pulizie domestiche).

Infatti anche il diamante, che è considerato l'elemento più duro in natura, se colpito in particolari punti può danneggiarsi, mentre altre gemme come lo smeraldo o la perla risultano particolarmente sensibili all'aggressione di agenti chimici.

Riporre sempre ogni oggetto nel proprio astuccio o comunque separato da altri, al fine di evitare graffi o danneggiamenti dovuti al contatto.

In generale, una periodica attività di pulizia permette di mantenere viva la bellezza e l'originario aspetto del gioiello: si consiglia di eseguire queste attività seguendo specifiche indicazioni che possono essere richieste al gioielliere o direttamente alla nostra azienda, facendo comunque attenzione a non utilizzare in nessun caso sostanze chimiche (in particolare non effettuare lavaggi degli smeraldi tramite ultrasuoni).